venerdì 26 marzo 2010

La "Green" revolution

Ho avuto modo di incontrare Fabrice Lecler, un pioniere del mondo green declinato in tutte le sue forme.
Fabrice è un giovane uomo, spontaneo, un creativo, ma soprattutto un uomo che sa guardare al pianeta con amore e con speranza. 
Abbiamo chiacchierato moltissimo (davanti ad una premuta ovviamente biologica) e mi ha raccontato la sua esperienza, la sua vita e la sua quotidianità in cui la tecnologia ben si sposa con il rispetto della vita, dei tempi della vita ....la vita quella vera, fatta di famiglia, di lavoro, di spesa, di traffico....Il suo sguardo positivo e il suo impegno nel "green" mi hanno aperto un mondo e mi hanno insegnato a guardare il mondo  con uno sguardo diverso.

Fabrice Leclerc , tra gli altri progetti, ha creato in Svizzera il Lab “Fresh air” nel quale lavorano e progettano i migliori esperti internazionali in ambito “green”.
Il periodo che stimo vivendo “non è un periodo solo di  crisi, ma un periodo di cambiamento, noi stiamo già operando nel ventunesimo  secolo e quindi l’atteggiamento è quello del bambino: dobbiamo inventarci un nuovo sistema, dobbiamo utilizzare l’arma della creatività in tutti i suoi aspetti, dobbiamo essere capaci di cambiare il nostro modo di pensare, liberando creatività e competenze”.
D Come si concilia questa filosofia “green” in un’ottica di profitto aziendale?
FL “Il mondo dell’individualismo è finito, siamo entrati nel mondo olistico in cui la persona va considerata nella sua totalità. Le risorse migliori solo le risorse che portano creatività nel rispetto del pianeta.
D Che impatto ha questo approccio in ambito organizzativo?
FL”Gli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro possono essere ridotti con l’uso del web. Le persone danno il meglio di se stesse se possono continuare a vivere avendo tempo libero e potendo sviluppare passioni e interessi. L’ufficio concepito nel senso classico del termine non ha più senso di esistere, inquina, costa molto e può anche diminuire la produttività delle risorse qualificate che non hanno più la possibilità di dare spazio alla loro creatività, intesa nel senso più ampio del termine. La mia esperienza in ambito accademico mi ha dimostrato che sempre più le persone, i migliori talenti, rivolgono la loro attenzione ad aziende che pensano e che curano le persone come esseri nella loro totalità e non solo come prestatori d’opera, ancora una volta l’approccio diventa olistico.
L’investimento in formazione e training sulle persone diventa un investimento sul lungo periodo, la risorsa umana che si sente valorizzata come persona migliora la sua performance e si “fidelizza” alla società che ha reso possibile  il connubio lavoro-benessere.

Oggi l'elite è GREEN e le informazione del business dimostrano che stiamo cambiando di secolo, e che il GREEN è la nostra prossima evoluzione ( o se no , non ci sarà più evoluzione umana sul pianeta )

mercoledì 3 marzo 2010

Dal gruppo alla squadra


Gestione dell’incertezza, contenimento dei costi, rinnovamento continuo, gestione dello stress, eccellenza, velocità .. sono alcune delle parole chiave che riassumono le richieste che ogni giorno le aziende devono fronteggiare.
Come ottenere questi risultati? Il primo ingrediente è il “lavoro di squadra”. 
Ostacoli allo sviluppo del team sono l’individualismo, la mancata trasmissione delle competenze o la condivisione del know-how, la tendenza dei manager a ricercare il potere attraverso il controllo dell'informazione.
Un team vincente ha una visione chiara e condivisa dei risultati che il gruppo deve raggiungere e delle azioni da intraprendere, una condivisione del metodo di lavoro e dei ruoli, un riconoscimento della leadership.
Il secondo ingrediente è “saper essere” di ogni membro del gruppo. L’essere umano non è costituito solo da razionalità ma anche da passione, da emozioni.
Qual è il comune denominatore che consente ad ogni essere umano di saper utilizzare al meglio le proprie abilità, di “saper essere”? E’ l’intelligenza emotiva, definita da Goleman come la “capacità che determina quanto bene riusciamo ad utilizzare le nostre abilità”.
Quale formazione può contribuire alla trasformazione dal gruppo alla squadra, dal sapere-saper fare al saper essere, allo sviluppo dell’intelligenza emotiva? L’outdoor training.
L’outdoor training nasce intorno agli anni ‘40 ad opera del pedagogista tedesco Kurt Hahn, fondatore della prima "Scuola di formazione del carattere" accelerata in Galles, rivolta ai giovani dell'aristocrazia inglese per svilupparne un carattere forte ed eticamente corretto e finalizzata ad operazioni di salvataggio in mare
Questa metodologia viene successivamente utilizzato e sperimentata in America ed è riconosciuta come uno dei metodi didattici per la formazione outdoor aziendale americana. Nell’arco dei successivi 60 anni si diffonde anche in Europa e quindi in Italia.
Quali sono gli elementi fondamentali che costituiscono la formazione outdoor? Il contesto naturale, la destrutturazione di ruoli, sistemi gerarchici e competenze aziendali, il coinvolgimento dei cinque sensi, l’aspetto ludico. Ogni partecipante viene stimolato ad apportare il suo contributo in maniera attiva.
Attraverso il vissuto e la condivisione con i propri colleghi di una esperienza concreta (non di forza fisica ma di collaborazione con il gruppo) si liberano le energie positive del singolo, contribuendo in modo diretto al rafforzamento dello spirito di gruppo e di appartenenza.

L’obiettivo è quindi il pieno coinvolgimento emotivo dei partecipanti che devono mettere in gioco tutte le proprie energie e le potenzialità personali.

Questa esperienza consente di apprendere quei comportamenti che guideranno i partecipanti all'interno del loro contesto di appartenenza. Ogni esperienza è seguita da una sessione di riflessione sulle azioni svolte (debriefing). I partecipanti vengono stimolati a riconoscere i fattori critici di successo di un gruppo sia a livello operativo sia a livello emozionale.
Ogni debriefing si conclude con la sintesi di alcuni punti di apprendimento (learning point) da applicare nel progetto successivo ed in ambito lavorativo.


In sintesi come mai l’outdoor training è considerato tra i più efficaci metodi di apprendimento? Perché, come afferma Confucio “Se sento, dimentico; se vedo, ricordo; se faccio, comprendo.”

In collaborazione con Dott.ssa Tiziana Agazzi, Psicologa-Psicoterapeuta