giovedì 18 febbraio 2010

Come prendere una decisione?


Come prendere decisioni? Difficile e facile al tempo stesso. Dipende dalla complessità del contesto, dall'emotività del momento, dalla posta in gioco...e...da tanti altri fattori.
Intervista a Jana Kemp che ha pubblicato un libro proprio su questo argomento "Moving out of  the box" 


      A checklist for Making Decisions Easier?
1.     Determine who must be included in making the decision. Who has the right knowledge? Who has the right authority to make the decision? Who will have the authority to implement the decision? Make sure the right people are invited to the decision table.
2.     Gather relevant information about the costs, resources needed, staffing needs, available equipment and supplies, and all data that needs to be considered when making the decision. Be sure to share it with the people involved in making the decision.
3.     Agree not to keep information hidden from others. Good decisions are made when relevant information can be accessed.
4.     Use the ChoiceMarks mindsets to invite people into the decision-making conversation. Everyone has a valuable and relevant idea or life experience to share in the decision making process.
5.     When time is short, use a command and control decision and take a vote or have one person make the decision.
6.     When a reasonable amount of time is available before the decision must be made, and when involving others in the decision making is important, use a consensus approach to making the decision.

    The most important rules to apply your “decision process” in a small and in a big organisation.
1.     What are the consequences, costs, and affects on staffing if this decision IS made?
2.     What are the consequences, costs and affects on staff if the decision is NOT made?
3.     Can we afford to decide yes?
4.     Can we afford to decide no?
5.     Follow the checklist for making decisions easier.

giovedì 11 febbraio 2010

Catch the opportunity - E' il momento di cambiare

Indicazioni di  Caterina Manzoni HrAccess

Primo passo: DIMENTICARE il Balance attuale per puntare ad un Balance migliore

Se non stessimo parlando di un cambiamento che ci tocca come individuo ma di business cosa faremmo?
 In questo caso saremmo sicuramente piu' lucide e distaccate di qualsiasi nostro collega uomo ( si' perche' noi possiamo contare sul BALANCE per restare sempre in piedi, mentre per loro il lavoro e' tutto e quindi si agitano e perdono il controllo).

Prenderemmo carta e penna e cominceremmo un'analisi della situazione: minacce , opportunità, per poi disegnare un piano strategico. Piano che generalmente e' molto buono, concreto e realizzabile.

Quindi, per una volta, sforziamoci di DIMENTICARE per un attimo il nostro BALANCE ed affrontiamo questo cambiamento come se si trattasse di "business only".

Secondo passo: Analisi e strategia di adattamento
Cominciamo con il razionalizzare il contesto , che e' per noi  il nostro mercato
Questo cambiamento  come potrebbe modificare l'attuale mio contesto di riferimento?
Prendete carta e penna e con mente serena elencate tutto:

Nuove competenze richieste
Nuovo capo
Nuovo ruolo
Nuova location
Orari diversi
Soldi /benefits , in piu’ o in meno

Voi siete l'offerta che deve incontrare il favore di questo nuovo contesto (mercato).
Descrivete quindi la vostra offerta:

I vostri punti di forza ( quello che sapete fare meglio degli altri)
Le vostre esigenze di Balance ( quelle irrinunciabili almeno) orari, location, vacanze, viaggi all’estero, utilizzo delle lingue….
Le esigenze economiche ( la soglia minima di reddito che potete sostenere)
I desideri di realizzazione professionale ( anche quelli che oggi ancora non siete riuscite a raggiungere)
I desideri di realizzazione personale ( voglio fare un figlio?)

La vostra Offerta e’ in linea con il nuovo contesto?

Gli aspetti dove il "match" e' impossibile chiedetevi se possono essere modificati, fino a che punto riuscite ad accettare un compromesso.

E' necessario fare delle simulazioni che aiutino a metabolizzare il cambiamento, ad accettare piu' serenamente cio' che e' accettabile ed a isolare invece I "killer concerns", ovvero l'inaccettabile.

Ad esempio:
Nuova location? Proviamo il nuovo tragitto nelle ore di punta.
Necessario cambiare citta’? Magari e’ qualcosa che puo’ avere tanti vantaggi……
Nuovo capo? Raccogliamo informazioni da piu' fonti e facciamo una lista dei punti di forza….di solito al nuovo capo si sopravvive
Meno soldi? Facciamo il budget delle nostre spese…e' comunque un esercizio utile che ci siamo ripromesse di fare decine di volte…ma poi manca sempre il tempo!
Nuovo ruolo?
Cerchiamo di raccogliere informazioni per capire se I nostri punti di forza possono essere ben utilizzati in questo ruolo, cerchiamo I modelli positivi da emulare in questo ruolo, modelli che abbiano,  secondo il nostro punto di vista, raggiunto un buon BALANCE.


Se durante questo esercizio vi siete non solo tranquillizzate ma addirittura avete avuto qualche brivido di eccitazione, significa che state metabolizzando il cambiamento e che probabilmente ne nascera' un balance diverso e magari migliore.
State applicando la strategia dell’adattamento al nuovo contesto. E’ il modo piu’ semplice ma non necessariamente il meno idoneo.

Se ci riuscite, sentitevi MOLTO soddisfatte, non solo avete metabolizzato il cambiamento ed identificato il nuovo balance,  ma avete anche risparmiato molte  energie che sicuramente vi saranno utili per il prossimo cambiamento dove potreste dover adottare un’altra strategia ( vedi terzo passo).

Una considerazione a parte deve essere fatta nel caso vogliate fare un figlio.
In realta’ questa non e’ un’aspirazione, un desiderio. Per una donna questa e’ LA DECISIONE in assoluto piu’ importante e che condizionera’ ( in positivo ) il resto della sua vita.
In questo caso, l’unico suggerimento che posso dare e’ quello di abbandonare questo esercizio e di mettervi subito all’opera per cercare di rimanere incinta il piu’ presto possibile.
Ogni decisione relativa al Vostro futuro ed al cambiamento in atto la prenderete in esame dopo il lieto evento.
Nel frattempo, grazie alle Leggi sulla tutela della maternita’, voi sarete al riparo da qualsiasi drastica decisione l’azienda vorra’ mettere in atto: cercate quindi di concentrarVi solo su questo nuovo progetto!

Terzo passo: Analisi e strategia di cambiamento

Se durante l’esercizio precedente il senso di angoscia e’ cresciuto gettandovi nello sconforto. Se avete dati certi circa l’impossibilita’ di superare i “killer concerns”………
Cominciamo a pensare  di posizionare la nostra offerta in un altro mercato.

Dato che stiamo parlando di cambiamenti che hanno origine in ambito professionale e che non dipendono dalla nostra volonta’, diciamo che possiamo anche sfruttare questa circostanza a nostro favore.
Anche in questo caso, come nel business, e’ meglio essere FIRST MOVER.
Non aspettate troppo.
Se non c’e’ modo di adattarsi e volete prendere in considerazione un nuovo contesto, e’ meglio uscire allo scoperto e far sapere alla vostra azienda che prendereste in considerazione un incentivo all’uscita oppure che prendereste in considerazione un nuovo lavoro o una nuova sede.

Tutte le aziende quando affrontano un cambiamento hanno un budget per le uscite e per facilitare riallocazioni e relocation.
Tutte le aziende che vogliono implementare in fretta un cambiamento sanno che e’ piu’ semplice aiutare coloro che non hanno entusiasmo verso il nuovo contesto,  piuttosto che spendere enormi energie nel convincere risorse a basso committment della bonta’ dell’operazione.
Chi prima arriva meglio si accomoda.

Piu’ aspettate, piu’ rischiate di trovare interlocutori in azienda sempre meno interessati a favorire la vostra scelta.
Infatti,  man mano che la nuova organizzazione evolve verso il nuovo assetto,  diventa un tema sempre meno pressante quello di favorire l’esodo  delle risorse non allineate o facilitare i trasferimenti.

Ad un certo punto della riorganizzazione,  all’azienda costera’ meno offrirvi soluzioni di ripiego o fingere di dimenticarsi di Voi,  in attesa che autonomamente decidiate di andarvene: ma voi nel frattempo avrete perso un’opportunita’.

Una volta deciso di riposizionare la vostra offerta in un nuovo mercato, dovrete affrontare la cosa esattamente come se si trattasse di business.

Terzo passo ” BIS”: Avete pensato al MENTOR?

Se nella Vostra vita ne avete gia’ identificato uno questo e’ uno di quei momenti nel quale il Mentoring e’ d’aiuto.
Tutto quanto sin qui detto dovrebbe essere condiviso, rivisto e ripensato con un mentor che Vi conosce e che sia in grado di portarVi verso la lucidita’.
Ansia, passione o sconforto non sono minimamente d’aiuto nell’affrontare il cambiamento…..avere qualcuno che al fianco ti riporta alla lucida realta’ o che ti incoraggia, che ti aiuta a trasformare le minacce in opportunita’….Questo e’ il vero mentoring.

Quarto  passo: Definiamo la nuova offerta

Con le mie caratteristiche e con le mie esigenze cosa posso fare?

Se questo esercizio lo affrontate dopo aver chiarito tempi e modi per la vostra uscita o riposizionamento, sicuramente sarete piu’ tranquille e rilassate e vi  concentrerete meglio sulla nuova avventura.
In caso contrario avrete sicuramente  spinta e motivazione in piu’ per accelerare questo quarto passo.

I temi da considerare, carta e penna alla mano, sono quelli di cui al primo passo:

  • Con le mie competenze che lavori potrei fare?
  • Quale location vorrei prendere in considerazione?
  • Voglio viaggiare oppure no?
  • Prendo in considerazione altre forme contrattuali?
  • Voglio fare un figlio ?. Questo punto andava affrontato quando ancora un lavoro sicuro lo avevate….ma se ci pensate solo ora, valgono le considerazioni di cui sopra : si tratta DEL PROGETTO per eccellenza e quindi qualsiasi altra riflessione professionale suggerirei di rimandarla a dopo il lieto evento.

Definire la nuova offerta da soli con carta e penna , chiuse tra le mura domestiche o in un ufficio semivuoto dove ormai non squilla piu’ neppure il telefono, e’ UTOPIA.
Una cosa comunque dev’essere preparata con calma e solitudine: il curriculum.
Ben fatto, sintetico, in italiano ed in inglese.
Chiedete consigli per metterlo a punto.
Se avete un MENTOR, sottoponetegli l’esame del vostro nuovo CV.
Il CV dev’essere sempre pronto, mettetelo su una chiavetta USB e tenetevelo in borsa.
Se gia’ non lo avete, apritevi un indirizzo mail personale.

Quarto  passo BIS: Attiviamo il network

La Vostra offerta sara’  quello che il mercato cerca, quindi dovrete conoscere il mercato.

Questo significa attivare o ri-attivare il network, i contatti ( dall’universita’ agli ex colleghi)  fare vita sociale e non perdere occasione per confrontarsi con gli altri sulle vostre idee riguardo il futuro.
Tra l’altro e’ un tema di cui e’ facile parlare e del quale sono tutti molto “golosi”.
Basta accennare al fatto che si sta cambiando lavoro per vedere subito nell’interlocutore accendersi la spia dell’interesse medio- alto.
Pareri e  suggerimenti arriveranno da tutte le fonti, anche quando non richiesti, ma saranno preziosi per aiutarvi a mettere a fuoco cosa volete fare.
Vi renderete presto conto, ogni volta che parlerete del vostro futuro,  di essere sempre piu’ convincenti e credibili.

Riattivare il network e’ un vero e proprio lavoro al quale dedicare per almeno 4-6 mesi il 50% delle vostre energie( se state ancora lavorando ) il 100% se non lavorate .
In pratica dovrete telefonare e mandare mail a tutti coloro che conoscete.
Pranzare ogni giorno con una persona diversa.
Se sapete cucinare sara’ opportuno organizzare cene e pranzi nei weekend.
Partecipare a tutti gli eventi ai quali siete normalmente invitate e che evitate per mancanza di tempo, restando anche per il cocktail finale che generalmente viene offerto.
Essere proattive: chiamare, organizzare, invitare, proporre………..
Navigare in internet
Inviare i cv
Leggere almeno un giornale al giorno e tutte le riviste del vostro settore.

Non dimenticatevi gli head hunter.
Anche se non state cercando un lavoro ancora preciso e’ bene fare colloqui e rimettersi in circolazione.
A volte le buone occasioni arrivano inaspettate, soprattutto con gli head hunter.

Questo quarto passo e’ necessario sia che stiate cercando un lavoro nuovo in un nuovo contesto ( quindi uscendo dalla vostra attuale azienda), sia che nella stessa azienda stiate puntando ad un nuovo ruolo a causa del cambiamento.
In questo caso vi focalizzerete sulla creazione di un network potenzialmente utile per il nuovo ruolo.

Non dovete mai pensare di stare a perdere tempo cosi’ come non dovete mai perdere di vista il perche’ siete andate ad un evento o state pranzando con un ex compagno di universita’ oggi AD di un’azienda.

Quinto  passo: Non mollare
Siate costanti e non mollate.

lunedì 8 febbraio 2010

Le idee di Google

Numerose sono le iniziative dedicate alle risorse umane per chi lavora in Google.

The Google Ideas site looks like a forum to submit new product ideas: inside the search-engine company in Mountain View, then, search for ideas works in the very same way that the Google search engine combs the Web. Google Ideas starts with an internal web page that every employee can access. Also people who do not normally attend meeting, so, can be committed to innovation by creating a page of ideas, through a tool daily combed by ideas hunter in the company: over all Marissa Meyer vicepresident Search Products & User Experience.
Others can then rate the product (from ‘Great idea! Make it so’ to ‘Dangerous or harmful if implemented’) or discuss it, and there’s also a ‘buzz’ factor to evaluate the usefulness of a suggestion.

Sentire e spingere le idee dei dipendenti....una idea applicabile e utile.

domenica 7 febbraio 2010

Gli amici .....su facebook

Amici reali o amici virtuali?
Conoscenti o colleghi?
Rapporti formali o informali?

Dunbar dal British Academy Centenary Project, Institute of Cognitive and Evolutionary Anthropology, University of Oxford sostiene che non si possono gestire più di 150 "contatti". Lo studio, complesso ed articolato, arriva alla seguente conclusione:

In summary, mean emotional closeness was negatively related to both related and unrelated network size, and there was a distinct upper bound on total network size, at the level of both the active network and sympathy group. These results suggest that there are constraints both on the absolute number of individuals ego can maintain in the network, and also on the emotional intensity of the relationships that ego can maintain with those individuals.

Cosa succede con i nostri contatti?
Li sappiamo tenere vivi?

sabato 6 febbraio 2010

Lavoro e persone

Questo blog nasce con l'idea di diventare un luogo di scambio di idee, di suggestioni e di impressioni sul mondo del lavoro.
Uno sguardo sulle tendenze nazionali e internazionali.